RUNCARD

Tesseramento aperto al club dei patiti del running



Non c’è solo il direttore artistico di Radio Deejay, nel club dei patiti del running: ci sono anche l’amministratore delegato di JvcKenwood Norberto Agosteo, l’ex capo della branch sudeuropea di Standard’s & Poor’s Maria Pierdicchi, Franco Moscetti, presidente del cda di Ovs (ex ad del Gruppo Amplifon), il ceo di Ing Italia Marco Bragadin e molti, moltissimi altri manager ed executive. Perché correre fa bene al corpo, allo spirito e alle performance. Correre non è più soltanto un’attività sportiva, ma un vero e proprio fenomeno sociale, un antidepressivo, un antidoto allo stress. Ed è diventato un fenomeno sociale, che ha portato alla nascita di numerose community on-line di runner desiderosi di condividere la propria esperienza, confrontare prestazioni e scambiare pareri sulle attrezzature tecniche. Tanto che in Italia è il terzo sport più praticato: secondo Nielsen Sport sono 7.635.367 gli italiani, di età tra i 16 ed i 69 anni, che corrono regolarmente, oltre a quelli che cercano una migliore qualità della vita attraverso il walking, la camminata veloce.

«Stiamo lavorando a un’atletica che sia sempre più di tutti e per tutti», spiega Fabio Pagliara, segretario generale della Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera: «Non solo dei campioni, non solo di chi corre in pista, ma anche degli appassionati, dei runner, delle famiglie. Crediamo nelle sportcity, ovvero nella riappropriazione degli spazi urbani: uno dei progetti di cui vado più fiero è Runcard, la grande community dei runner che è nata cinque anni fa». La Runcard nasce come progetto  per permettere il tesseramento a coloro che hanno scelto la corsa come attività fisica, ma anche per ci vuole partecipare a maratone, mezze, campestri e trail in tutta Italia, escluse le gare su pista.

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