RUNCARD

Sotto all’ombrellone, letture sul running – Nato per non correre: Salvo e quella maratona a New York



È possibile correre i 42 km della Maratona di New York con un ginocchio in titanio e una malattia considerata sinonimo di immobilità? Sì, e lo racconta Salvo Anzaldi nel suo libro, a metà tra il memoir e il romanzo di formazione, Nato per non correre (CasaSirio Editore, 2019).

Salvo è un giornalista torinese, un appassionato di calcio e un fan sfegatato di Bruce Springsteen. Ma soprattutto Salvo è emofilico, il suo sangue ha una carenza del fattore che ne permette la coagulazione. Questo vuol dire anche che la caduta più banale può avere conseguenze molto serie: i versamenti delle articolazioni possono portare le cartilagini a consumarsi e le ossa a modificarsi, e mentre il dolore aumenta le possibilità di movimento diminuiscono. La cosa migliore, per Salvo, sarebbe stata vivere una vita tranquilla, al riparo da ogni possibile trauma, ma quella che racconta in questo libro è una storia diversa, la storia di una persona che, nonostante le difficoltà e la sofferenza , non ha mai voluto rinunciare a nulla, neanche a una singola, devastante partita di calcetto, a un viaggio dall’altra parte del mondo o, perché no, a essere uno dei cinque emofilici che per la prima volta nella Storia hanno corso la maratona più famosa al mondo.