RUNCARD

Quattro buoni motivi per correre senza cronometro



Correre contro il cronometro rappresenta per molti runner il non plus ultra dell’attività sportiva. Il fascino della sfida contro se stessi è quanto di più intrigante si possa trovare nella corsa, su qualsiasi distanza e in qualsiasi ambiente. E poi, avete presente la soddisfazione di poter dire al proprio vicino di scrivania di aver corso qualche secondo più velocemente di lui? Tuttavia, la corsa non è solo questo. Soprattutto negli ultimi anni, si sta sempre più diffondendo la cultura del godersi l’esperienza della corsa e delle gare senza badare troppo agli obiettivi cronometrici; “Enjoy therun”, per dirla con una buona sintesi all’Americana. Si tratta di un approccio più rilassato alle competizioni e all’allenamento, che forse non soddisferà le esigenze dei più agonisti, ma che può essere sfruttato anche da questi ultimi, perché l’allenamento va modellato giorno per giorno, seguendo la condizione del momento,non solo le fredde indicazioni che ci fornisce il cronometro. E allora, ecco quattro buoni motivi per liberarsi del cronometro, o comunque per non guardarlo durante l’allenamento e, perché no, la gara.

Ascoltarsi meglio

Correre  senza  cronometro  consente  di  ascoltare  più  attentamente  le  sensazioni  che il  nostro  corpo cirimanda, e riuscire a gestirle nel migliore dei modi. Si tratta di una capacità molto importante, che al pari dialtre va allenata con cura, per gestire le energie nel migliore dei modi, in allenamento come in gara. Il consiglio è di eseguire regolarmente l’allenamento programmato, ma di mettere un pezzo di nastro adesivo sopra l’orologio, per vincere la tentazione di guardare quei numeri che troppo spesso ci condizionano molto più di quanto non faccia il nostro corpo. Per esempio, se avete in programma un classico allenamento di fondo  medio  della  lunghezza  di  10km,  eseguitelo  normalmente  memorizzando  sul  cronometro  ogni parziale,  ma guardando questi dati solo  al  termine della  seduta,  quando potrete  togliere  il  nastro  dal display.  Vi  sarete  allenati  ad  ascoltare  il  vostro  corpo  e  in  molti  casi  vi  accorgerete  di  aver  corso  più velocemente di quanto non avreste fatto guardando il cronometro a ogni passaggio.

Vincere un periodo di stanchezza

I periodi di stanchezza capitano a tutti, anche ai top runner, per i quali correre in condizioni di affaticamento rappresenta spesso una costante nei periodi di maggior carico allenante. In questo caso, il consiglio è di scegliere un percorso di lunghezza nota e di correre lasciando a casa il cronometro, ma solo ascoltando le sensazioni dell’organismo. Spesso, infatti, la percezione di un periodo di stanchezza è amplificata dal vedere scendere le velocità di percorrenza: ci si abbatte facilmente e non si fa altro che peggiorare la situazione. Al contrario,  scegliendo  un  percorso  di  lunghezza  leggermente  inferiore  a  quanto  si  è  abituati  a  fare  e togliendosi l’assillo del cronometro, sarà possibile riappropriarsi delle corrette sensazioni, primo pilastro per scongiurare il rischio di perdere il gusto della corsa.

Testare la propria condizione

Essere capaci di correre alla giusta velocità senza guardare il cronometro rappresenta un’importante indicedella  condizione  di  un  corridore.  Sembrerà  strano,  ma  soprattutto  i  corridori  delle  lunghe  distanze esprimono la loro forma fisica non tanto correndo più velocemente, quanto riuscendo a correre a un ritmo costante e corretto senza guardare il  cronometro. Per esempio, un maratoneta di buon livello cui viene chiesto di correre per un chilometro al suo ritmo maratona senza guardare il cronometro, può sbagliare la velocità al massimo di 2 o 3 secondi al chilometro, se si trova in buona condizione di forma. Eseguire questo semplice test nel corso della preparazione di una gara lunga (maratona o mezza-maratona) vi permetterà di ottenere informazioni in più sulla vostra condizione fisica, e adeguare di conseguenza l’allenamento.

Guardarsi attorno

Molto spesso capita di vedere corridori così concentrati sul tempo da ottenere su una certa distanza da perdere di vista il  panorama che li circonda, che in molte occasioni vale molto più di quanto scritto sul display del computer da polso. Prendersi il tempo di guardare il panorama, sia esso di città o di montagna,consente di vedere tutto da una prospettiva diversa, e spesso apprezzare ciò che ci circonda molto più diquanto si è abituati a fare. Pensate a una corsa su strada nel centro cittadino libero da auto, oppure attornoad un incantevole laghetto alpino: avere tempo ed energie per guardarsi attorno vale molto più di qualchesecondo in meno sul cronometro, non credete?

 

Dott. Luca Del Curto