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Quali sono le basi per seguire una corretta alimentazione?



Alimentarsi in modo corretto, per chi fa sport sembra facile. Purtroppo ci sono in circolazione tante informazioni superficiali o scorrette a questo riguardo. Uno dei più grandi fraintendimenti riguarda la credenza che le calorie siano fondamentali nel determinare ingrassamento e dimagrimento. A livello scientifico questo non è più vero da anni. Dopo la scoperta della leptina, un importante ormone in grado di regolare tutti i nostri assi metabolici, centinaia di lavori scientifici hanno documentato come i fattori chiave siano il controllo dei picchi glicemici nel sangue, la qualità dei nutrienti (con preferenza ai carboidrati a lenta cessione ed eliminazione dello zucchero aggiunto), il rispetto dei ritmi ormonali cronobiologici (colazione ricca e cena povera), il controllo dell’infiammazione da cibo, un giusto apporto proteico, un regolare movimento fisico. In assenza di queste attenzioni nessun dimagrimento può essere duraturo o salutare.
Essendo cambiato tutto nell’alimentazione negli ultimi 20 anni, deve per forza cambiare molto anche nelle regole di sana alimentazione per chi fa sport. Nella mia esperienza ormai più che quinquennale con la nazionale italiana di ultramaratona (da cui è scaturito il volume “Oltre l’alimentazione dello sportivo” edito da “Correre”) ho potuto constatare l’importanza fondamentale di un apporto calorico pari o superiore al fabbisogno dell’atleta. Molti pensavano che bastasse mangiare meno per perdere peso. Chi mangia poco non perde però grasso, perde muscolo. È pertanto fondamentale mangiare con abbondanza cibi sani. Nessun motore può funzionare bene se invece che con la benzina si fa il pieno con la spazzatura.
C’è poi chi pensa che si possa sopperire a carenze nutrizionali con integratori. Io credo invece che l’integrazione debba, appunto, integrare, non sostituirsi ad una corretta scelta dei cibi.
Pur solitamente contrario ad un uso casuale di integratori, credo che anche impegnandosi non sia facile raggiungere la totalità dei nutrienti di qualità a noi necessari. Minime integrazioni mirate di vitamine, minerali, antiossidanti mi sembrano più che giustificate nello sportivo. Il loro uso tuttavia non giustifica un’assunzione di alimenti disattenta agli aspetti qualitativi.
I fabbisogni dell’atleta sono fondamentalmente: normocaloricità (mangiare con abbondanza), normoproteicità (proteine in quantità adeguata), ripristino minerale selettivo e protezione antiossidante. DietaGift interpreta in modo eccellente questi bisogni imponendo un’alimentazione sempre ricca, in grado di completare sia il fabbisogno proteico che i fabbisogni vitaminici e minerali. La conseguenza di una tale alimentazione è una stimolazione dell’ipotalamo (per mezzo della leptina) volta a indurre forza muscolare, ad attivare la  tiroide (calo del grasso), a dare motivazione (surrene) e carica (testosterone). Con tutti gli assi metabolici stimolati, la performance diventa massimale.

 

Luca Speciani