RUNCARD

Primavera, tempo di starnuti. E riniti, congiuntiviti, asma, tosse, pruriti



Chi soffra di allergie a pollini, acari, peli o altri inalanti sa bene che il momento del cambio di stagione è particolarmente delicato.
Le terapie ordinarie in questi casi prevedono l’uso di antistaminici e, nei casi più ostinati, di cortisonici.
Gli effetti collaterali di questi farmaci sono noti (ma mai abbastanza pubblicizzati): gli antistaminici ci lasciano storditi e confusi, tanto da sconsigliare l’uso dell’automobile a chi ne stia facendo uso. Raccomandazione che ben pochi ascoltano. Se poi pensiamo ad una prestazione fisica (per esempio sportiva) o ad una performance intellettiva possiamo stare certi che incontreremo qualche difficoltà.
Se infine pensiamo a cosa provoca un cortisonico (ingrassamento addominale, demuscolazione, appetito insaziabile, ritenzione di liquidi, abbattimento immunitario, insonnia, agitazione, perdita di memoria, gastrite) capiamo subito perché valga la pena limitarne l’uso ai casi davvero gravi, e – dove possibile – vietarne l’uso agli atleti.
Quel che è peggio, tuttavia, è ciò che avviene con la soppressione del sintomo in un’ottica paradigmatica “di segnale”. Secondo la medicina di segnale, infatti, i sintomi allergici altro non sono se non un tentativo da parte dell’organismo di rimuovere metaboliti e tossine (interni e esterni) accumulati durante l’inverno, o in periodi antecedenti. Avendo l’organismo stesso esaurito la capacità di pulizia dei principali organi emuntori (pelle, fegato, reni) o avendo sovraccaricato gli stessi in modo esagerato (con fumo, alcol, additivi, metalli pesanti, inquinanti, ormoni, tossine, farmaci, dolcetti pasquali), il corpo cerca vie alternative per fare pulizia: scatenando l’istamina (sostanza che permette la fuoriuscita verso l’esterno di liquidi e tossine) oppure, quando questa via venga bloccata, attraverso tosse, starnuti, muco nasale, edemi delle mucose, lacrime, febbre, diarrea. Una via di controllo e possibile soluzione del problema passa quindi non da una soppressione dei sintomi (che ricaccerebbe solo in profondità gli allergeni) ma da un rilascio graduale delle sostanze intossicanti. È una via che richiede attente rotazioni alimentari, e in generale una vita più sana con consumo di cibi più puliti. Se la pigrizia vi impedirà di applicare regolarmente quelle poche regole che possono tenervi lontani dai sintomi allergici, non lamentatevi poi se l’obbligo di assunzione di un farmaco soppressivo (antistaminico e/o cortisonico) vi lascerà un po’ storditi prima di un’importante competizione.