RUNCARD

Perché le maratone si corrono in autunno?



Non è un caso che le maratone spariscano o si diradino in estate, sostituite spesso da gare serali molto più brevi.

Perché è così difficile allenarsi quando l’insolazione è forte?

Il motivo risiede nel fatto che l’uomo si è evoluto, a differenza degli altri primati antropomorfi, proprio grazie alla sua capacità di rimuovere con efficienza il calore durante la corsa. Tale caratteristica gli ha consentito, in epoche primitive, di sfiancare ogni genere di animale, dall’antilope alla zebra, per trasformarla in preda di caccia.
Questo prezioso adattamento ci fa capire quanto delicato sia l’equilibrio tra calore prodotto con la corsa e la sua efficace rimozione. Una forte insolazione richiede ampio utilizzo del meccanismo più efficiente di cui l’uomo disponga per rimuovere il calore. Un meccanismo però che comporta l’utilizzo di quantità elevate di acqua rendendo il corridore sempre a rischio disidratazione. Idratarsi durante lo sforzo diventa dunque un obbligo, se si pensa che anche la sola perdita di un 10% dell’acqua corporea può ridurre la prestazione fino alla metà.

I cali prestativi, tuttavia, possono essere marginali se si pensa all’altro rischio legato alla disidratazione che è lo scarso afflusso di sangue al cervello con conseguente rischio di svenimento. Svenimento che non sempre avviene in gara: può anche avvenire un’ora dopo quando ci troviamo in auto sulla via del ritorno.
Uscire di strada a causa di uno svenimento può anche fare la differenza tra la vita e la morte. Nostra e/o altrui. Meglio conoscere per prevenire.
Un altro rischio legato alla disidratazione (o meglio ad una eccessiva reidratazione con sola acqua) è la cosiddetta iponatremia, o carenza di sodio nel sangue.

Quando si rimpiazzano litri di sudore ricchi di sali con sola acqua pura, il corpo si impoverisce di magnesio, potassio, sodio. Quest’ultimo elemento è indispensabile al corretto funzionamento del sistema nervoso e una sua forte carenza può generare un collasso o, in rari casi, essere anche mortale. Stiamo parlando di casi estremi, con perdite di litri di sudore e zero reintegro salino, ma meglio un’attenzione in più che una in meno.
Idratarsi è dunque fondamentale: sotto sforzo come nella vita di tutti i giorni, per mantenere livelli pressori adeguati, prestazioni all’altezza delle aspettative, e infine per prevenire potenziali carenze minerali, crampi, iponatremia.

L’integrazione minerale in gara non deve dunque riguardare solo gli zuccheri ma anche i minerali, e in particolare sodio, magnesio e potassio.

La personalizzazione dell’intervento integrativo e idratante dipende più dal tipo di gara e dal tempo di insolazione previsto, più che dalle caratteristiche individuali.

Dott. Luca Speciani