RUNCARD

L’overtraining o sovrallenamento



 L’overtraining o sovrallenamento è una sindrome che comporta un cronico calo delle prestazioni.

Le cause dell’overtraining sono legate all’allenamento, a fattori alimentari (alimentazione inadeguata), stress, malattie, sonno insufficiente, ma anche a fattori ambientali come caldo e freddo estremi.

Sappiamo come l’obiettivo dell’allenamento è creare uno stress all’equilibrio fisiologico dell’organismo, tale da stimolare degli adattamenti a vari livelli. Questo processo fisiologico che avviene dopo un carico di allenamento o dopo una gara si può definire fatica, e recuperando adeguatamente prima di somministrare altri allenamenti, comporterà un miglioramento delle prestazioni.

Purtroppo però può capitare di somministrare carichi di allenamento troppo elevati, con fasi di recupero brevi, questa situazione può causare all’atleta la sindrome del sovrallenamento, un lungo periodo dove le prestazioni sono fortemente calate.

I SINTOMI DELL’OVERTRAINING

Questa sindrome è anche caratterizzata da sintomi fisici e/o psichici.

L’atleta riferisce a riposo una frequenza cardiaca superiore al solito, durante gli allenamenti riscontra fatica anche con battiti relativamente bassi, ma soprattutto ha una bassa variabilità cardiaca, cioè la frequenza cardiaca sale poco durante l’allenamento e ritorna molto lentamente a valori normali nel recupero.

Sempre collegato agli allenamenti riferisce costantemente dolore muscolare, ed è soggetto ad infiammazioni articolari e tendinee.

Il soggetto presenta anche sintomi depressivi, apatia, difficoltà a dormire, è facilmente irritabile, può avere una perdita di appetito, un calo di peso e l’abbassamento delle difese immunitarie.

PREVENZIONE E TERAPIA

Purtroppo per trattare la sindrome dell’overtraining c’è solo una cosa….il riposo!!!

Quindi è sicuramente meglio prevenire l’insorgenza di questi problemi.

Si deve iniziare con il pianificare correttamente, in modo flessibile gli allenamenti della stagione.

Attraverso indicatori come la frequenza cardiaca, valori di lattato ematico, utilizzando la scala di Borg, ecc. bisogna controllare l’allenamento, quantificando il carico di lavoro e la fatica.

Anche i test fisici e la valutazione emotochimica verifica i cambiamenti fisiologici indotti dagli allenamenti e quindi eventuali cali prestativi.

Per prevenire la sindrome da sovrallenamento un corretto apporto nutrizionale è fondamentale. Partendo dal presupposto che l’apporto dei macronutrienti, grassi, proteine e carboidrati varia per persona e sport, si consiglia di affidarsi ad un esperto in nutrizione sportiva.