RUNCARD

LE FIBRE ALIMENTARI



Il nostro organismo non produce alcun enzima capace di digerire le fibre. Quando mangiamo cibi che le contengono, dunque, esse (con l’eccezione si una piccola parte che è attaccata dalla flora batterica intestinale) attraversano tali e quali tutto il tubo digerente e si ritrovano nelle feci.

Questo non ci deve far considerare le fibre come scorie del tutto inutili. La carenza di fibre nella dieta provoca vari problemi, il più noto dei quali, la stitichezza, non è certo il maggiore. Il loro consumo abituale, infatti, aiuta ad, abbassare i livelli del colesterolo nel sangue e riduce il rischio di emorroidi, di diabete, di tumori al colon e di altre patologie intestinali. Secondo alcuni studiosi, dovremmo mangiare un minimo di cinque porzioni al giorno di cibi ricchi di fibre.

I CIBI RICCHI DI FIBRE – I cibi più ricchi di fibre sono quelli non raffinati di origine vegetale, a cominciare dalla verdura, dalla frutta, dai legumi e dai cereali integrali. In ogni caso, le fibre possono essere suddivise in “insolubili” (per esempio la cellulosa, la più comune) “solubili” o “gelificanti”.  fra cui la pectina, abbondante nella mela cotogna e negli agrumi. In linea di massima, le fibre insolubili sono utili perché tengono efficiente l’intestino, mentre quelle solubili nel rallentare la digestione e l’assorbimento.

Va sottolineato, ad ogni modo, che i pregi degli ortaggi e della frutta vanno ben al di là del loro contenuto in fibre. Gli uni e le altre apportano vitamine, minerali, antiossidanti e altre sostanze, magari in quantità apparentemente molto piccole, ma non per questo meno vantaggiose per la salute. Per chi pratica discipline aerobiche, come i corridori, inoltre, le verdure apportatrici di nitrati determinano anche un aumento del patrimonio dei muscoli in mitocondri.

PERCHE’ AIUTANO A DIMAGRIRE – L’abbondanza di fibre nei cibi, fra gli altri vantaggi, ha quello di aiutare a dimagrire. Questi alimenti, del resto, hanno di solito una caratteristica che varie ricerche hanno associato alla perdita di grasso in eccesso, quella della bassa “densità calorica”, ossia al fatto di apportare poche calorie a parità di volume. In pratica, succede che, quando le mangiamo, aumentiamo la “sazietà buccale”, per il fatto che dobbiamo masticare e deglutire molte volte. Una volta arrivate nello stomaco, poi, le fibre facilitano la “sazietà gastrica”, dato che determinano un senso di ripienezza gastrica che dura piuttosto a lungo.

Quando poi arrivano nell’intestino, le fibre allungano i processi digestivi di tutti gli alimenti.  Questo assicura che sia diluito nel tempo l’assorbimento delle molecole derivate dalla digestione, non determina bruschi innalzamenti della glicemia e fa sì che l’appetito insorga più tardivamente.

 

Dott. Enrico Arcelli