RUNCARD

LE CARNI ROSSE



Non è vero che debbano essere bandite  del tutto  dalla tavola le carni rosse, vale a dire  quelle del vitellone, del bovino adulto, del cavallo, del maiale, della pecora e della capra. Negli ultimi anni, però, è diventato sempre più palese che è il caso di mangiarne in quantità limitata.

I DIFETTI E I PREGI DELLE CARNI ROSSE. – L’abitudine a magiare grandi quantità di carni rosse favorisce l’infarto cardiaco, altre malattie cardiocircolatorie e la gotta, ma, secondo ricerche recenti, anche alcuni tumori, quelli degli ultimi tratti dell’intestino e del seno nelle donne. Le carni rosse, infatti, contengono in abbondanza grassi nocivi, quelli saturi, e altre sostanze dannose, come il colesterolo, le purine e l’acido arachidonico che fa aumentare il grado di infiammazione dell’organismo.

Per contro ,le carni rosse  forniscono al nostro organismo proteine di valore biologico molto elevato, quelle in cui sono presenti tutti e otto gli aminoacidi essenziali proprio nelle proporzioni che servono all’organismo umano. Ma la stessa caratteristica, ad ogni modo, è posseduto da tutte le altre proteine di origine animale.

Al posto delle carni rosse, dunque, si possono consumare le carni bianche, ossia il pollame privato della pelle (pollo, tacchino, faraona…),  il coniglio e le carni di animali giovani, come il vitello e l’agnello. Meglio ancora è consumare abitualmente prodotti della pesca, ossia pesci, molluschi o crostacei; chi li mangia per due-tre volte per settimana, ha una riduzione del 30-40% del rischio dell’infarto e delle altre malattie del cuore. Nessun farmaco è altrettanto efficace. Anche il bianco dell’uovo va molto bene, mentre il tuorlo contiene anch’esso acido arachidonico e colesterolo.

QUANTE VOLTE PER SETTIMANA? – Alcuni sostengono che è bene non consumare più di 400 grammi (o poco più) di carne rossa per settimana, vale a dire tre porzioni. Deve mangiarne meno chi, per esempio, ha fattori di rischio per le malattie del cuore (pressione alta, troppo colesterolo nel sangue….) e può concedersene un po’ di più chi consuma abitualmente molta verdura e molta frutta.

 

Prof. Enrico Arcelli