RUNCARD

L’ANGURIA



E’ noto a tutti che la frutta fa bene. Quella che è preferibile consumare è senza dubbio quella fresca di stagione e, soprattutto, nostrana. In Italia, del resto, abbiamo la possibilità, dodici mesi l’anno, di scegliere fra vari tipi, tutti molto validi.

Nel periodo estivo ce n’è uno che spesso (a torto) viene considerato poco salutare: è l’anguria.  Di solito si dice che apporta una grande quantità di calorie e che, dunque, è preferibile evitarla. In realtà ha anche vari pregi, il primo dei quali consiste nell’avere la polpa colorata.

QUANDO IL COLORE VUOL DIRE BENESSERE. – Già molte decine di anni fa c’era chi sosteneva che il colore dei vari tipi di verdura e frutta fosse un elemento fondamentale per la salute. Oggi non soltanto sappiamo per certo che è vero, ma ne conosciamo anche i motivi: a rendere colorata la frutta sono di solito i polifenoli, sostanze che, come minimo, sono dotate della capacità di migliorare la nostra flora intestinale, quell’imponente massa di batteri presente nel nostro intestino in grado – quando i ceppi migliori prevalgono – di agire positivamente sul nostro benessere.

I frutti di colore rosso, in particolare, sono ricchi di antocinine, e di licopene, sostanze dotate di attività antiossidante, ossia in grado di combattere i radicali liberi e di proteggerci così dai tumori e dalle malattie del cuore e del circolo. Favoriscono anche le facoltà cerebrali, a partire dalla memoria. Il licopene (di cui, ancor più dell’anguria, è ricco il pomodoro, ma lo sono anche – in misura inferiore – il pompelmo rosa, la ciliegia e l’amarena), poi, ha un’efficacia straordinariamente elevata, tanto che è considerato uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura, subito dopo le delfinidine dei frutti di bosco.

L’ACQUA, GLI ZUCCHERI E IL POTASSIO. – L’anguria è ricchissima in acqua: arriva addirittura al 95%. Come macronutrienti, fornisce soltanto zucchero: circa 4 grammi per ogni 100 grammi di polpa. Le calorie per ogni 100 grammi (anche per la ricchezza in acqua) non sono molte, attorno a 16. Il guaio è che si tende a mangiarne molte fette ogni volta. Per chi ha problemi di peso, dunque, è meglio non superare mai certe quantità.

L’anguria ha anche molto potassio, solo un po’ meno della banana, da alcuni ritenuta, erroneamente, l’unico frutto a esserne ricco. Apporta, invece, pochissimo sodio. Questo, stando a certe pubblicità televisive, dovrebbe essere un pregio, ma diventa un difetto per chi – come l’atleta – si allena molto e, di conseguenza, specie d’estate, suda molto e, quindi perde tanta acqua, ma anche tanti minerali, il più concentrato dei quali è proprio il sodio (anche più di un grammo per ogni litro di sudore). Per il corridore é dunque una buona scelta quella di consumare, nel pasto che termina con l’anguria, affettati magri o formaggio grana, apportatori di sodio.

 

Prof. Enrico Arcelli