RUNCARD

LA PIRAMIDE ALIMENTARE



La piramide alimentare é stata creata nel 1991 non da un ente sanitario, ma dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, ovviamente interessato a vendere in tutto il mondo frumento, mais e altri prodotti delle vaste coltivazioni degli USA.  La piramide fu molto ben pubblicizzata e fu subito presa a riferimento per il mangiar sano in tutti i paesi del mondo, Italia compresa. Essa sosteneva che, alla base dell’alimentazione dovevano esserci il pane, la pasta, le patate e i cereali della prima colazione, vale a dire quei cibi che sono ricchi di “carboidrati complessi”; e sosteneva, altresì, che si dovevano evitare i grassi, tutti i grassi.

 UN’INTERA CIOTOLA DI ZUCCHERO. – Alcuni studiosi, non appena quella piramide venne divulgata, avevano subito affermato che, mangiare cereali del mattino, pane o pasta, in pratica era come prendersi in una volta sola una ciotola di zucchero da cucina. Lo aveva già sostenuto David Jenkins che nella prima metà degli anni Ottanta aveva dimostrato che tutti questi alimenti sono sì costituiti da carboidrati che dal punto di vista biochimico non sono “semplici” (sono costituiti, infatti, da molecole di amido), ma, anche per via del fatto che contengono pochissime fibre, vengono digeriti e assimilati in tempi brevi; essi, dunque, come lo zucchero da cucina, provocano dapprima un innalzamento del tasso nel sangue del glucosio (“glicemia”), poi di quello dell’insulina.

C’era anche stato il professor Walter Willet, un dietologo ed epidemiologo della più importante scuola di medicina del mondo, quella di Harvard, che aveva scritto un libro per dimostrare i gravi errori di quella piramide del 1991.

LE NUOVE DIRETTIVE. – Alcuni anni fa, finalmente, negli Stati Uniti una nuova commissione governativa ha spiegato che quello che si era detto fino a quel momento era sbagliato, in particolare che non si deve mai eccedere con quei carboidrati complessi di cui si è parlato in precedenza, con tanto amido e poche fibre. Quanto ai grassi, a fare male sono quelli saturi, quelli ricchi dei semi molto ricchi in acidi grassi omega-6 e, ancora di più, i grassi idrogenati, quelli che si trovano nelle margarine e che sono usati, fra l’altro, per le brioche e le merendine. Ma ci sono anche grassi che fanno bene, in particolare quello del pesce (ricco in acidi grassi essenziali omega-3), quello dell’olio d’oliva o quelli della frutta oleosa, ossia delle noci, delle mandorle, dei pinoli, delle nocciole e dei pistacchi.

 

Enrico Arcelli