RUNCARD

La magia del test di Yasso



Il mondo della corsa è pervaso da leggende e misteri che lo rendono ancor più affascinante. D’altronde, non bisogna mai dimenticare che al centro dell’allenamento c’è l’essere umano nelle sue infinite sfaccettature, e che quindi è assolutamente riduttivo limitarsi a una fredda analisi scientifica, che non potrà mai spiegare totalmente ciò che sta alla base del miglioramento della prestazione.

Uno di questi misteri è il cosiddetto test di Yasso, utilizzato da molti corridori per predire il tempo che realizzeranno nella maratona. Questo test, che prende il nome dal suo ideatore Bart Yasso, è tanto semplice quanto affascinante. Esso consiste in un allenamento di dieci prove ripetute da 800 metri, intervallate da un recupero di 400 metri, da percorrere con un tempo vicino a quello della prova più veloce. Per una strana coincidenza, il tempo medio realizzato nelle prove di 800mt, espresso in minuti e secondi, corrisponderà al tempo della maratona, espresso in ore e minuti. Mi spiego meglio: se siete in grado di correre le prove alla media di 3’05”, allora riuscirete chiudere la maratona in un tempo attorno alle 3h05’; se il tempo medio è di 2’45”, la vostra maratona si finirà in 2h45’. Dal punto di vista scientifico, tutto questo sembra pura follia. Eppure, l’esperienza pratica di molti amatori, ma anche di qualche top runner, sembra giocare a favore della validità del test di Yasso.

Per darsi una spiegazione, è importante andare un po’ più a fondo e capire che cosa rappresenta, da un punto di vista fisiologico, la velocità media delle prove da 800mt, ottenuta con questo test. Con buona approssimazione, ci troviamo di fronte ad una percentuale molto alta di sfruttamento del massimo potenziale aerobico del soggetto che, tradotto in velocità, significa Velocità Aerobica Massima (VAM), concetto cui abbiamo più volte fatto riferimento su runcard.com, nel descrivere i diversi metodi di allenamento. Questa velocità rappresenta la “cilindrata” del motore del corridore, vero caposaldo della prestazione per tutte le distanze di gara. E’ un concetto piuttosto semplice, dimostrato anche da parecchi studi scientifici: più alta è la mia potenza aerobica (la “cilindrata” del motore), tanto più correrò velocemente sulle diverse distanze, se correttamente allenato. Pertanto, il test di Yasso potrebbe rappresentare un metodo indiretto per valutare la massima potenza aerobica del soggetto (o meglio, una percentuale molto alta di essa) e, per una strana coincidenza, si verifica la curiosa associazione tra minuti nelle prove da 800mt e ore di corsa nella maratona, tra secondi negli 800 e minuti nella maratona. Potremmo ottenere risultati molto simili, dal punto di vista della velocità media e quindi della predizione della velocità aerobica massima e della prestazione, con prove sui 700 metri, ma il risultato sarebbe sicuramente meno affascinante da un punto di vista numerico.

Rimanendo in ambito fisiologico, non bisogna tuttavia dimenticare che la Velocità Aerobica Massima si sviluppa utilizzando meccanismi meccanici ed energetici totalmente differenti rispetto alla velocità di maratona. Tradotto, significa che, sebbene la massima potenza aerobica rappresenti un parametro importante per determinare la prestazione anche nella maratona, possederne un livello molto elevato non è una condizione sufficiente per ottenere una buona prestazione nei 42 km e 195 metri. In mezzo c’è l’allenamento specifico, di cui parleremo su runcard.com e che prevede corse lunghe a velocità molto prossime a quella di maratona e, quindi, lontane da quella media degli 800 metri del test di Yasso. Il consiglio è quindi di lasciarsi affascinare dalla magia del test di Yasso, ma di allenarsi in modo specifico per la maratona nei mesi che la precedono, pena la totale mancanza di significato del test. Perché non tutto è scientificamente dimostrabile, ma l’allenamento specifico non può certo mancare nella preparazione di una gara come la maratona!

Dott. Luca Del Curto