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La gestione dello stress



Per raggiungere un obiettivo, dobbiamo inevitabilmente imparare a convivere con lo stress, riducendo al minimo le scorie negative e utilizzandolo come fonte energetica.

Chiariamo subito un concetto, lo stress non è da considerare per forza un nemico, anzi. Vi immaginate una finale olimpica senza tensione e stress? Impossibile! La cosa che però dobbiamo metabolizzare è che lo stress può letteralmente divorare un soggetto da dentro, oppure dar lui una forza pazzesca, in grado di renderlo “imbattibile”.

Per tutto ciò detto, dobbiamo fare un distinguo, parliamo di “distress” e “eustress”. Il primo indica lo stato di stress che tutti noi conosciamo, sinonimo di tensione, insicurezza, ansia, paura. Il secondo è in realtà una sorta di linfa energetica, adrenalina allo stato puro, un modello di attenzione concentrata su di un punto ben preciso,

Facilmente deducibile il prodotto finale del risultato di un accumulo di stress (distress), che possiamo riassumere in un costrutto di paura, ansia, insicurezza. L’esatto opposto per l’altra parte di stress (eustress), che ci inietta passione, sicurezza, entusiasmo.

Il segreto per convogliare lo stress negativo e trasformalo in positivo? Semplice (da dirsi) ma se allenato, anche (da farsi). Visualizzazioni positive, pensieri positivi, cioè dobbiamo imparare a dare agli avvenimenti che ci coinvolgono sempre e solo significati, che possono in qualche maniera tornarci utili, o che comunque non ci danneggiano.

Esistono esercizi per fare ciò? Certo che si, il mio consiglio è di rivolgervi ad un professionista (mental Coach), e seguirne con lui il percorso.

Dott. Paolo Negrini Mental Coach