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Il riscaldamento pre-gara e relativa integrazione



Quando si parla di riscaldamento pre-gara, è necessario fare una distinzione tra le varie forme di riscaldamento che si possono attuare.

Per fare questo diventa fondamentale chiarire quale sia lo scopo del riscaldamento in una qualsiasi attività, e poi mettere in pratica quello che riteniamo essere migliore per le nostre esigenze.

Lo scopo del riscaldamento non è solo quello di aumentare la temperatura corporea (come il nome farebbe pensare), ma anche quello di migliorare la capacità di scorrimento dei muscoli, di attivare una serie di enzimi, che partecipano a diversi processi metabolici, sia aerobici che anaerobici; inoltre, nel caso degli esercizi ricalcanti il gesto tecnico specifico, secondo alcuni esperti ci sono effetti legati ad una facilitazione di tipo neuro muscolare su specifiche azioni motorie.

Oltretutto il riscaldamento pre-gara sfocia anche nella sfera psicologica; infatti sono stati notati miglioramenti nella prestazione di gara legati alla tranquillità al miglioramento della reattività del sistema motorio centrale se precedentemente erano stati eseguiti gesti ricalcanti l’azione motoria richiesta nella competizione.

Ritornando al nostro riscaldamento, la cosa primaria è aumentare gradualmente la disponibilità articolare, e cioè la capacità delle articolazioni di aumentare sempre il proprio raggio di movimento. Inoltre non possiamo affermare con sicurezza quale sia la precedenza da dare, se alla capacità coordinativa (vedi gesti ad arti alternati, o a quella articolare, vedi gesti ripetuti su di una stessa articolazione), questo dipende molto da come l’atleta interpreta il tutto; diventa quindi una azione soggettiva che non deve lasciare spazio ad interpretazioni.

Quindi, è possibile affermare che non esiste una regola specifica per eseguire un riscaldamento, ma esistono delle azioni motorie che l’atleta sente di dover eseguire ascoltando i segnali del proprio corpo. Questo tipo di approccio naturalmente riguarda gli atleti evoluti, ma è applicabile con costanza ed attenzione anche all’amatore che corre la domenica nelle gare non competitive.

Ricapitolando, un buon riscaldamento dovrebbe partire da una mobilizzazione articolare aspecifica o specifica, cui faccia seguito una blanda attività motoria generica, per finire con un azione motoria ricalcante l’attività di gara; i tempi possono variare dai 10’ ai 15’ minuti totali con recuperi ampi e specifiche assunzioni di liquidi aiutandosi per esempio con H24 HYDRATE che con le sue qualità e il suo gusto gradevole, permette all’atleta di poter assumere una quantità di liquido superiore alla normale assunzione di acqua durante le fasi del riscaldamento.

Abbiamo precedentemente parlato dell’effetto del riscaldamento sulle funzioni neuro muscolari, e quindi può venirci in aiuto l’assunzione di un integratore alimentare come Liftoff che contiene 75 mg di caffeina. La caffeina ha anche una azione ergogenica, se assunta precedentemente alla gara, e quindi un suo utilizzo trova ragione di esistere anche in competizioni più lunghe (vedi mezze maratone o maratone).

Durante la competizione poi, dove esista la possibilità, è necessario a seconda della durata della competizione stessa, non far mancare mai il giusto apporto di zuccheri al nostro corpo assumendoli in forma liquida. H24 CR7 Drive con la sua soluzione di carboidrati e elettroliti può essere un valido alleato.

In conclusione , potremmo definire il riscaldamento come una reale attività da eseguire prima della gara, non legata esclusivamente all’aumento della temperatura corporea, ma in special modo legata alla attivazione rapida di tutti quegli schemi motori specifici che passano sotto il nome di “gesti specifici di gara”; tutto questo parallelamente al fatto di eseguire una sufficiente integrazione ed idratazione che permetta alla macchina umana di funzionare al meglio.