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Farmaci o sport? La scelta è obbligata…



Che fare sport faccia bene alla salute è ormai assodato a livello scientifico. Controlla l’ipertensione, previene e cura diabete e resistenza insulinica, mantiene magri e tonici, fortifica cuore e polmoni, libera dalla cellulite, migliora la circolazione, allevia i sintomi della depressione, cura l’osteoporosi, riattiva la funzionalità tiroidea, abbassa il colesterolo, riduce il rischio cardiovascolare. L’ampia diffusione di queste informazioni, da tempo ben documentate in letteratura scientifica, è tuttavia cosa recente. Domandarsi perché può non essere esercizio inutile.

Perché spesso ci troviamo davanti al dato di fatto che molti medici ancora sono diffidenti di fronte al valore terapeutico di una prescrizione di movimento, quando addirittura non la avversano, mettendo in guardia da mille, spesso inesistenti, pericoli. Ma se scienza ed esperienza ci dicono che in molti casi la pratica del movimento è superiore in efficacia a quella del corrispondente farmaco (e priva di effetti collaterali), per quale motivo nella stragrande maggioranza dei casi viene preferito il farmaco? Il giuramento di Ippocrate, che noi medici prestiamo al momento dell’ingresso nell’ordine, ci impone di utilizzare per il paziente la cura più collaudata, sicura ed efficace, arrecando il minimo danno. Se dunque più lavori scientifici documentano con chiarezza una maggiore efficacia antidiabetica del movimento rispetto alla metformina, o un più rapido effetto antidepressivo dello sport rispetto alla sertralina, per quale motivo il medico dovrebbe prescrivere farmaci invece che movimento? Domandarselo non farà male: pigrizia, tempi più lunghi di spiegazione, rischio di non compliance del paziente (è sempre più facile ingoiare una pillola che iniziare a muoversi), pressioni dell’industria, conoscenze superficiali della materia “movimento” (che in facoltà viene appena sfiorata), tutto contribuisce a favorire l’uso “più semplice” di farmaci spesso meno efficaci, e dai maggiori effetti indesiderati. Certo una maggiore informazione aiuterebbe a fare le scelte più accurate. Perchè non dire, per esempio, che molti antipertensivi, antistaminici, antidepressivi hanno effetti anche sulla sfera sessuale? Eppure sono anch’essi ben documentati. Se un uomo che ha la pressione appena più alta della norma non viene avvisato di questo effetto, può magari accettare di prendere “la pastiglia” senza troppo ragionarci su, subendone i fastidiosi effetti collaterali per tutta la vita, quando invece con un regolare movimento fisico, accompagnato da una dieta con un po’ meno sale, potrebbe riportare rapidamente a norma i valori.

Per fortuna negli ultimi anni alcuni medici hanno incominciato a “prescrivere” movimento. Non con generiche raccomandazioni, ma in modo mirato, come se davvero venisse prescritto un farmaco. Questo ha provocato, direttamente o indirettamente, l’ingresso nel mondo dello sport di un gran numero di persone, prima pressoché sedentarie, che – non avendo fatto quella scelta per passione, ma per salute – non hanno grande motivazione né ad iniziare né a continuare.

Insistere con il movimento regolare e costante non è solo salutare, ma è una scelta obbligata per chiunque voglia aggiungere vita ai propri anni.