RUNCARD

Diete e muscolazione



Con la bella stagione, anche per gli sportivi parte l’esigenza di perdere qualche chilo di grasso, magari accumulato tra Natale e Pasqua. Per non scegliere male occorre chiedere e pretendere solide basi scientifiche da chi propone approcci innovativi. E prima di tutto va compreso il concetto di fondo: che dimagrire significa perdere grasso e non peso. Finché non si capisce che perdere grasso è molto più difficile che perdere peso, e che la perdita di grasso deve per forza essere lenta e graduale, impazzeranno le diete “bikini” o “5 kg in 5 giorni” e con esse la salute di chi fa sport scenderà ai minimi storici.
In generale si può dire che i maggiori difetti delle diete “commerciali” o alla moda sono:
A) Impostazione dei risultati sulla sola perdita di peso (il che naturalmente privilegia i regimi ipocalorici che generano rapido deperimento anche di massa muscolare)
B) Restrizioni esagerate e talvolta prive di significato, al solo scopo di far mangiare di meno
C) Durata limitata nel tempo, secondo l’idea che un grande sacrificio può durare poco, con l’effetto diseducativo di non insegnare mai a nutrirsi bene ogni giorno
D) Induzione di squilibri nutrizionali anche gravi. Intossicare una persona è una via abbastanza semplice per fargli perdere peso, come sanno i malati di cancro, i diabetici gravi, gli anziani che non assimilano più.
Una dieta sana induce dimagrimento vero (cioè solo perdita di massa grassa), lo induce in modo stabile (il grasso perso non si recupera), restituisce salute (perchè innesca circoli virtuosi anche su muscoli, gonadi, tiroide, surrene), e insegna a continuare a mangiare correttamente tutta la vita. Una dieta studiata invece per far scendere il peso in poco tempo, può fare molti danni. Si guardi bene, l’atleta, dal scegliere con superficialità regimi squilibranti o da fame. La sua capacità prestativa potrebbe essere messa a rischio.

 

Dott. Luca Speciani