RUNCARD

Corro ma ho la pressione alta: che fare?



Correre con regolarità aiuta a tenere sotto controllo i valori pressori. Ma vi possono essere molti altri motivi che non consentono di avere valori corretti. Non è solo l’incredibile eccesso nel consumo di sale o nel consumo ripetuto di alimenti proinfiammatori, ad innalzare ritenzione idrica e pressione arteriosa. Anche il grasso contribuisce, generando poi talvolta circoli viziosi da cui è difficilissimo svincolarsi. Basti pensare al fatto che un solo kg di grasso corporeo richiede la costruzione di circa 3 km di vasi capillari. Il cuore dovrà dunque pompare più forte per far arrivare sangue fino in fondo alla rete, per nutrire ed ossigenare ogni cellula. Il grasso in eccesso perciò genera ipertensione, come peraltro documentato da diversi lavori scientifici che assegnano un valore medio di abbassamento pressorio in funzione del numero di kg di peso persi dal paziente.

La pressione può aumentare anche a causa dello stress psicofisico percepito. Quando siamo stressati infatti (ma anche quando la nostra percezione dello stress è elevata, come nelle persone ansiose o agitate) produciamo grandi quantità di cortisolo, che ha una conformazione simile all’aldosterone, altro ormone surrenale di vitale importanza nel riassorbimento del sodio a livello renale. Se il cortisolo è secreto in quantità moderate, l’aldosterone non è disturbato e svolge il suo normale lavoro di riassorbimento secondo i fabbisogni dell’organismo. Quando le quantità di cortisolo siano invece molto elevate, i recettori dell’aldosterone diventano sensibili anche al cortisolo, che agisce quindi sul rene come se vi fosse in circolo una quantità molto elevata anche di aldosterone. Ciò significa, nella pratica, un aumento netto di ritenzione idrica in situazione di stress o di pericolo.

È inoltre scientificamente ben documentato come una regolare attività fisica, agendo sull’elasticità della parete arteriosa e inducendo una sana capillarizzazione dei tessuti muscolari, sia un potente regolatore della pressione. Chi ancora pensa che starsene a poltrire sul divano sia una buona politica per tenere bassa la pressione, deve ricredersi.

Altre cause ancora possono provocare rialzi pressori. Le già citate catecolamine da ansia, rabbia o paura (adrenalina e noradrenalina), l’assunzione di stimolanti (caffeina, amfetamine, cocaina e droghe varie), ma anche una diuresi rallentata da disfunzioni renali (da malattie autoimmuni come il lupus, da calcolosi renale, ma paradossalmente anche da farmaci ad eliminazione renale, compresi alcuni antipertensivi!). Sarà il medico ad identificare quali siano le disfunzioni maggiori che possano più facilmente essere corrette. L’organismo tenterà in tutti i modi di ripristinare i livelli pressori che gli consentano tale correzione, e non si fermerà fino a che non li avrà nuovamente raggiunti.

Dott. Luca Speciani