RUNCARD

Con la corsa in progressione misuriamo la nostra frequenza e la velocità



Completiamo l’analisi sull’utilizzo del cardiofrequenzimetro. In questa seconda puntata vediamo come può essere di aiuto per l’allenamento quotidiano dei runner e come procedere all’elaborazione delle informazione che è in grado di fornire.
Innanzitutto occorre decidere il tipo di allenamento da svolgere: il lavoro che può fornire le maggiori indicazioni è quello di potenza aerobica, estensiva o frazionata, e in particolare la corsa in progressione.

1^Puntata: soglie e cuore

Facciamo alcuni esempi di lavori che possono fornire dati utili all’elaborazione: 4000 metri di corsa progressiva con variazioni ogni 400 metri; 3/4 serie di 600-500-400 metri corsi in progressione con recuperi di 1′ tra le prove e 3′ tra le serie; 2 serie di 5×400 metri con recuperi 1′ tra le prove e 3′ tra le serie.
Come si può vedere facilmente i parametri principali per una corretta impostazione dell’allenamento, necessari per ottenere informazioni utili riguardo il rapporto tra velocità e frequenza cardiaca, sono velocità progressivamente crescenti e distanze superiori ai 4000-5000 metri
Una volta elaborati i dati rilevati dal cardiofrequenzimetro possiamo costruire due grafici: uno classico che riporti la frequenza cardiaca in funzione della velocità (grafico 1), l’altro che visualizzi quanto tempo dell’allenamento è stato speso in una determinata classe di frequenza cardiaca (grafico 2).

Rapporto tra frequenza cardiaca e velocità.
Il grafico 1 mostra quanto e come sale la frequenza cardiaca a seconda della velocità delle prove di corsa.  Il grafico evidenzia un andamento pressoché lineare con un “baffo” intorno ai 24 km/h indicativo di un contributo lattacido del  metabolismo energetico.

Distribuzione delle frequenze cardiache.
Il grafico 2 mostra che poco meno del 40% dell’allenamento è trascorso in un regime cardiaco da 181 a 190 bpm (battiti per minuto), con un andamento decrescente verso le classi di frequenza cardiaca via via minori, segnale di un lavoro di potenza aerobica ben strutturato.

Un’analisi più approfondita dei dati rilevati dal cardiofrequenzimetro può inoltre indicare anche le velocità di Soglia Anaerobica e quella relativa al VOMax (parametro del massimo consumo di ossigeno).

Centro Studi&Formazione Fidal Lazio