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#COMPLEANNORUNCARD “La mia mezza maratona nella meravigliosa Lisbona” – Stefano Moretti



Correre e viaggiare è un binomio perfetto.

Sia che che si tratti di un allenamento fatto durante la vacanza, che una trasferta ad hoc per cimentarsi in una competizione lontana da casa, è sempre un piacere correre in posti nuovi.

Stefano ci ha inviato il suo “diario di viaggio” fatto in occasione della mezza maratona di Lisbona: la capitale portoghese ha avuto modo così di osservarla da turista…e da runner!

 

#COMPLEANNORUNCARD 

Eccoci arrivati a Lisbona città Europea ricca di storia, arte e cultura. Che mescola il proprio patrimonio tradizionale con una sorprendente modernità e pensiero liberale. La città riflette perfettamente la cultura portoghese. “Lonely Planet” la cita tra le 10 città migliori da visitare.

Stupendo il clima che si prova nei quartieri storici: Baixa e Alfama i quartieri tipici della città, Chiado con i suoi negozi e l’Elevador de Santa Justa dalla cui sommità si può ammirare Lisbona così come dal castello di Sao Jorge , Belem che con la sua torre e con le sue Pasteis (dolci) sono l’emblema della città e che dire poi della vita notturna dei Bairro dove si può cenare nelle Tascas (ristorantini tipici locali) anche al suono del Fado, musica che in Italia fu portata a conoscenza dalla grande Amalia Rodriguez e che rispecchia la Saudade (tristezza) che talvolta prende anche noi. Per girare i quartieri tipici della città, ma anche il resto, é consigliato per le signore, farlo senza il tacco 12 . I marciapiedi di Lisbona sono piastrellati con una specie di piccoli Sanpietrini ma su un fondo sconnesso. Assolutamente da assaggiare i vari piatti a base di bacalhau (baccalà), la carne de porco a alantejana ( maiale con le vongole) e la francesinha un super panino come pure la Bifama tipici del Portogallo unico neo la domenica molti ristoranti (a parte quelli del centro) sono chiusi.

Solo in queste zone potrete scoprire la vera identità culturale di Lisbona, vedere la gente del posto compiere le azioni squisitamente quotidiane (fare la spesa, portare i bambini a scuola, stendere i panni sulla strada, ecc.). Riguardo i monumenti da visitare la lista è troppo lunga da citare qui, la si può trovare su tutte le guide turistiche della città.

Stupenda anche la Lisbona del Parco delle Nazioni con innumerevoli costruzioni moderne come la stazione ferroviaria De Oriente, centri commerciali e “Pavillon” avveniristici all’ombra del ponte Vasco da Gama (17km di lunghezza) dove è anche situata la partenza della Mezza Maratona motivo per la quale siamo venuti a Lisbona.

Già la Mezza Maratona quasi mi dimenticavo, ero venuto anche per questo.

Veniamo alla corsa.

E’ una giornata di sole con una temperatura di 30°. Veniamo trasportati sul ponte con degli autobus dell’organizzazione. Essere alla partenza con migliaia di persone di diverse nazionalità, cultura e religione è emozionante anche se non è la prima volta che corro una Maratona o una mezza Maratona e spero, vista l’età avanzata, neanche l’ultima. Vivo questo momento come qualcosa che finalmente è arrivato.

Lo sparo dello starter è un colpo di adrenalina. L’inizio di una nuova avventura. Ai lati delle strade persone a guardare e incitarti. Bambini che vogliono il “cinque”. Regalo a uno di loro il cappellino ricevuto in omaggio alla partenza, vengo ripagato con un meraviglioso sorriso e un “obrigado” (grazie).

I primi km più o meno in piano e scorrono veloci, mi godo il panorama. Sono abbastanza in forma e corro con un buon ritmo. Al 15° km devo fermarmi per un problema tecnico scarpa-calza, riprendo a correre ma devo fermarmi ancora per sistemare le stringhe. Cerco di recuperare, la strada però incomincia a salire e le gambe vorrebbero fermarsi , improvvisamente sento “forza Italia dai” penso riferito alla scritta che porto sulla maglietta, è una sferzata di energia. Alzo le braccia in segno di ringraziamento e la gente mi applaude. Riprendo a correre con più grinta. E’ una lotta tra le gambe e la mente.

Ci avviciniamo all’arrivo posto nella Praca do Commercio (la piazza più grande di Lisbona). Entro nella piazza, finalmente ecco il traguardo, cerco con gli occhi mia moglietra migliaia di persone che applaudono . Impresa impossibile.

Taglio il traguardo.

Il tempo? Non ha importanza. Ho vissuto un’altra bella esperienza. Guardo il cielo con gli occhi gonfi un poco per la fatica e un poco per la gioia. Poi la sera tutti a cena in compagnia. Scopriamo con sorpresa che una cameriera che parla bene l’italiano é di Gorgonzola (città non formaggio). Il giorno dopo, dopo gli ultimi acquisti di souvenir, si parte verso casa con l’aereo che dall’alto con le sue grandi ali sembra voler abbracciare questa città. Spero non sia un addio ma soltanto un ! arrivederci Lisbona !

Stefano Moretti – Maratoneta over 70