RUNCARD

#COMPLEANNORUNCARD “Indimenticabile la mia prima volta con un pettorale” – Roberto Tomaino



Voi la ricordate la prima volta che avete corso in maniera “ufficiale”, cioè con tanto di pettorale, traguardo e cronometraggio?

Roberto se la ricorda eccome, anche perché partito con l’obiettivo di portare a termine la 5km ha “inconsapevolmente” raddoppiato lo sforzo, e la soddisfazione finale!

#COMPLEANNORUNCARD

Difficile descrivere la prima volta che misi un pettorale e difficile spiegare anche l’attesa  di quel giorno.

Sono sempre stato un runner solitario, che corre per il piacere di correre e per il piacere di sentirsi  il miglior amico di sé stesso, però quella volta decisi di iscrivermi alla StraTorino individuando il mio obbiettivo nella 5k visto che arrivavo da un lungo periodo di inattività relegato in un pigro inverno.

Non ho mai fatto lunghi percorsi, ma per lo più  piccole uscite settimanali  seguite da camminate defaticanti; mi bastava, ogni tanto toccavo gli 8k meravigliandomi di me stesso.

Quel giorno era finalmente arrivato, migliaia di magliette gialle numerate e riunite in piazza con la voglia di vivere la giornata come un’esperienza unica e la gara,  intesa come competizione,  prendeva una piega secondaria riservata solo ai runner più esperti.

Ma noi, il popolo di appassionati delle nostre gambe e orgogliosi del nostro fiato, rimanevano li in attesa della partenza per poter dimostrare con l’allegria  e la semplicità che c’eravamo  e che la corsa è  popolare libera e liberatoria.

Dissi a mia moglie 30 minuti e arrivo,questo era il tempo che avevo stimato per la mia 5k.

Pronti partenza e via… la gente, gli applausi,i palloncini e le risa, tutto bellissimo che però  sfumava con il passare dei chilometri e quando allo scadere dei 30 minuti mi trovavo ancora a correre e del traguardo non intravedevo nemmeno l’ombra, a quel punto mi accorsi  stupito che mi trovavo sul percorso della 10k. Subito ebbi un momento di sconforto, poi il dubbio sul da farsi, ma di colpo l’adrenalina la fece da padrona dandomi la forza e il fiato per continuare e per dimostrare a me stesso di potercela fare a costo di arrivare anche camminando, coronando il sogno di tagliare il traguardo e per concludere al meglio quella domenica di festa.

Giunsi al traguardo dei 10k correndo in 50 minuti, cosa per me inimmaginabile, ma oggi mi va di pensare che quel traguardo non fu la fine di una gara ma la consapevolezza di poter oltrepassare i miei limiti, capendo che la forza di volontà  può  portare a fare cose che non ti saresti mai  aspettato.

Oggi corro, e corro anche distanze un po’ più lunghe dandomi sempre un obbiettivo, senza far prevalere la voglia di competizione, ma solo perché mi fa sentire bene e perché  a 44 anni credo che correre sia il modo giusto per essere  sempre il miglior amico di me stesso.

Roberto Tomaino