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Come usare correttamente il cardiofrequenzimetro?



Il cardiofrequenzimetro portatile, utilizzabile anche nello sport, ha fatto la sua comparsa nei primi anni ’80, ma è solo negli ultimi anni che è diventato uno strumento di uso comune anche per i corridori amatoriali. Come per buona parte della tecnologia, anche nel caso dei cardiofrequenzimetri, è bene conoscerli per poterli utilizzare al meglio, al fine di rendere il loro utilizzo funzionale all’allenamento e non diventare schiavi di essi.

Anzitutto, è bene porre l’accento sulla funzione di questi strumenti, che rimane quella del monitoraggio della frequenza cardiaca e del tempo durante gli allenamenti, sebbene i software che li accompagnano si arricchiscano sempre più di funzioni e di opzioni, sicuramente accattivanti e spesso utili, ma che non possono distoglierci dalla funzione principe del cardiofrequenzimetro stesso. Pertanto, nell’acquisto di un cardiofrequenzimetro, assicuratevi che misuri accuratamente la frequenza cardiaca, e che consenta la misurazione del tempo almeno in decimi di secondo, per permettervi un utilizzo effettivo e produttivo.

Tenere sotto controllo la frequenza cardiaca durante gli allenamenti ci consente di ottenere molte informazioni utili, ma nessun dato si può sostituire alle nostre sensazioni, che devono sempre e comunque guidare gli allenamenti, e che è importante diventare abili a gestire. Per questo motivo, il consiglio è di guardare sporadicamente il cardiofrequenzimetro durante gli allenamenti oppure, meglio ancora, di mettere una striscia di nastro adesivo sul display durante qualche allenamento, in modo da non poter vedere i dati durante la corsa, ma di studiarli solo al termine.

Per poter parametrare la frequenza cardiaca, è molto importante conoscere, o quantomeno stimare, la propria frequenza cardiaca massima. Per farlo sono state individuate delle apposite formule, le quali però rappresentano una media tra la popolazione, e spesso possono portare, specie per gli sportivi, ad errori anche nell’ordine dei 10 battiti al minuto. Se per i corridori alle prime armi questo dato può rappresentare una semplificazione accettabile, per i più esperti è bene provare a misurare direttamente la propria frequenza cardiaca massima utilizzando il cardiofrequenzimetro in una gara breve o, meglio, indossandolo in un allenamento in cui si corre in progressione fino ad arrivare al massimo sforzo sostenibile. Anche in questo caso, il dato potrebbe non essere esatto, ma l’errore scende a massimo 1-3 battiti per minuto. A questo punto, avrete un parametro su cui basare e classificare i vostri allenamenti, utilizzando la tabella presentata nell’articolo dedicato alle intensità di allenamento. A tal proposito, il consiglio è di non utilizzare gli avvisi sonori per l’uscita da una certa zona di allenamento, presenti in molti cardiofrequenzimetri, quanto di esaminare al termine dell’allenamento la frequenza cardiaca media e massima, rapportandole alle sensazioni presenti nella tabella e, sulla base di queste informazioni, scegliere l’allenamento per la seduta successiva. In altre parole, è conveniente godersi la corsa, e se poi si osserva che le sensazioni riscontrate non sono quelle tipiche della fascia di allenamento indicata dalla percentuale della frequenza cardiaca massima, significa che è importante prendersi qualche giorno di riposo (nel caso le sensazioni siano peggiori), oppure verificare di nuovo la propria condizione (nel caso di sensazioni migliori), perché ci potrebbero essere stati dei miglioramenti.

Un altro utilizzo utile del cardiofrequenzimetro è legato alla valutazione della propria condizione fisica. In particolare, se in condizioni di riposo e a parità di sensazioni si è in grado di correre con una frequenza cardiaca inferiore a una certa intensità significa che si sta utilizzando meno energia e che, di conseguenza, è migliorata l’efficienza della corsa. Per questo motivo, il consiglio è di utilizzare periodicamente questo semplice test, anche al termine della fase di riscaldamento: correte per 2 km all’intensità del vostro primato personale sulla mezza maratona, prestando attenzione a mantenere una velocità costante e verificate la frequenza cardiaca. Se questa cala al termine di un periodo di allenamento significa che la vostra forma sta migliorando! Se il cardiofrequenzimetro consente di rilevare la frequenza cardiaca nel corso dell’intera prova, osservatene anche l’andamento: se la frequenza cardiaca non tende a salire, ma rimane costante nel corso della prova, oppure addirittura scende a parità di velocità, vuol dire che avete ottenuto una buona stabilità tecnica, che vi consentirà di mantenere più a lungo la velocità di corsa.

Come avrete notato, l’utilizzo dei cardiofrequenzimetri può essere molto utile ai corridori, ma è bene non farsi distrarre dalla tecnologia, ricordando che il piacere di correre deve rimanere al centro dell’ allenamento … buona corsa a tutti!

Dott. Luca Del Curto