RUNCARD

Come integrare in gara



Un’integrazione seria con glucosio (o destrosio: i due termini sono sinonimi) deve quindi essere fatta con regolarità (ogni mezz’ora, per esempio), prima di andare in crisi di zuccheri, e nelle quantità massime assimilabili (per l’individuo medio: un litro circa per ora, con 60 g di zuccheri disciolti all’interno). Assumere soluzioni più concentrate o maggiori quantità di liquido non ha alcun senso in quanto il nostro intestino non è in grado di assimilarli. E tantomeno ha senso assumere cibi solidi di qualunque tipo in quanto non assimilabili fino a fine gara o allenamento, ma che genererebbero furto di sangue ai danni del muscolo per il continuo tentativo digestivo (privo di esito) messo in atto dal nostro organismo.

Se qualche atleta si trovasse meglio, invece che con il glucosio, con lo zucchero da cucina (ad assorbimento più lento perchè costituito al 50% da fruttosio), con miele, con maltodestrine, nella sostanza cambia poco. Si tratta di minuti di differenza nell’assimilazione e credo che ciascuno possa testare la base con cui si trova meglio. Dal punto di vista scientifico il glucosio resta il carburante di più immediata assimilazione, ed è quello che faccio utilizzare agli atleti dell’ultramaratona da anni con successo, vietando loro (anche nella durissima 24 ore) l’assunzione di alcunché di solido.

Per sforzi fino alle due ore, in atleti allenati, l’unica integrazione necessaria è quella con acqua e, al limite, un po’ di sali minerali. Solo oltre quel limite può essere giustificata un’integrazione zuccherina. In allenamento, inoltre, va fatto un ragionamento su cosa vogliamo allenare. Se scopo di un allenamento lungo è quello di allenare l’organismo all’utilizzo dei grassi a determinati ritmi, è ovvio che conviene integrare con sola acqua e sali. In gara, invece, un’integrazione zuccherina ottimale può fare la differenza. Poi, naturalmente, nulla vieta di farne uso in qualche allenamento per stupire i compagni o per testare il mix migliore per ciascuno.