RUNCARD

Come fissare un obiettivo per la corsa?



Si dice che la corsa sia una questione di cuore e testa, un concentrato di passione e determinazione con cui inseguire i propri obiettivi. Tutto vero, ma è fondamentale non confondere il sogno con la realtà e rendersi conto che, molto spesso, la magia della corsa va di pari passo con la bontà degli obiettivi che ci si pone. Rincorrere un sogno impossibile può essere frustrante, mentre un traguardo troppo semplice diventa limitante e avvilente anche per il runner più appassionato. Per questo motivo, essere in grado di fissare dei buoni obiettivi è una regola fondamentale per alimentare la passione per la corsa.

Gli obiettivi devono essere SMART

“Smart” è una parola che va molto di moda in questo periodo. In genere, si usa per definire una persona più brillante di altre, in grado cioè di fornire soluzioni migliori e più rapide ai problemi che si presentano. Ma “SMART” può essere anche utilizzato come acronimo di Specifico, Misurabile, Raggiungibile (dall’inglese Achievable), Rilevante, Temporizzabile, ossia i cinque elementi che definiscono un buon obiettivo, in grado cioè di alimentare la motivazione di chi l’ha fissato. Specifico, poiché non deve lasciar spazio all’interpretazione; Misurabile, poiché fa riferimento a parametri ben definiti e quantificabili; Raggiungibile, perché deve impegnare per la sua realizzazione, ma contemporaneamente essere fattibile; Rilevante, per chi l’ha fissato; Temporizzabile, ossia definibile in un ben preciso ambito temporale. Pertanto, un buon obiettivo non può essere quello di correre per “migliorare la propria condizione”. Si tratta, infatti, di un’affermazione troppo generica, non temporizzata né misurabile, che difficilmente manterrà alta la motivazione nel lungo periodo. Molto meglio definire dei parametri quantitativi (per esempio, dimagrire di un certo numero di kg, oppure correre 10 km in meno di 40’) che possano definire l’obiettivo, e dei parametri temporali per la sua realizzazione (per esempio, tra un mese voglio correre in 1h30’ la mezza maratona).

Gli obiettivi per chi comincia

Per chi comincia a correre, non è semplice fissare un obiettivo realistico e, contemporaneamente, stimolante. Non ci si conosce ancora e, il più delle volte, si tende a esagerare, magari spinti da qualche bella gara vista in televisione. Capita spesso con le grandi maratone del panorama nazionale e internazionale: ne si scopre una in televisione e si decide di partecipare all’edizione successiva, il più delle volte senza considerare la propria condizione fisica. Molto meglio fissare degli obiettivi con ambito temporale inferiore, al massimo di un mese. Per esempio, un obiettivo realizzabile per un trentenne che comincia a correre potrebbe essere quello di padroneggiare tranquillamente 30’ di corsa continua lenta, nel giro dei primi trenta giorni di allenamento. Solo in seguito verrà la partecipazione alle gare, partendo da quelle più brevi (in genere 5 km) per poi allungare lentamente la distanza verso quelle più “classiche” per un podista amatoriale, ossia la mezza maratona e la maratona. Inoltre, l’obiettivo deve nascere da un forte stimolo interiore: quella di ascoltarsi nel profondo è un’operazione non semplice, ma fondamentale se si vuole fissare un buon obiettivo, anche in ambito sportivo.

E gli obiettivi per chi ha già cominciato

Per chi ha già cominciato a correre, gli accorgimenti per fissare un buon obiettivo sono gli stessi. Tuttavia, sarà più alta la consapevolezza delle proprie potenzialità e, di conseguenza, si potrà essere più precisi nel determinare i diversi obiettivi e, di conseguenza, calibrare meglio l’allenamento. Inoltre, gli obiettivi dovranno essere legati tra loro da un filo conduttore logico, indirizzato verso un obiettivo a lungo termine. Mi spiego meglio. Per i runner più esperti, è possibile e doveroso fissare un obiettivo a lungo termine, per esempio stabilire il proprio primato personale sulla maratona, il quale deve però essere supportato da obiettivi di passaggio, strettamente connessi tra loro. Si comincerà con sei settimane di preparazione generale, dove l’obiettivo potrebbe essere quello di “migliorare la forza”, magari partecipando a qualche competizione di corsa in montagna in salita. In seguito, si potrà puntare al miglioramento del primato personale sui 10 chilometri su strada (altre sei settimane), della mezza-maratona (in altre sei/otto settimane) e, infine, della maratona (ultime 12 settimane di preparazione, ponendosi però qualche sotto-obiettivo intermedio). Questi obiettivi sono strettamente connessi tra loro: per migliorare su una certa distanza è fondamentale riuscire a migliorare nelle distanze più brevi e più lunghe e, contemporaneamente, nelle qualità fisiche generali.

Una volta fissati gli obiettivi, dedicateci del tempo ogni giorno

Fissare un buon obiettivo è il punto di partenza fondamentale per poterlo raggiungere. Non bisogna però dimenticare che la strada da percorrere è lunga e l’impegno costante una degli elementi fondamentali per raggiungere i propri traguardi. Per questo motivo, è bene dedicarci tutti i giorni un po’ di tempo. Non fraintendetemi, so bene che per la maggior parte dei corridori non è possibile allenarsi quotidianamenti: nei giorni in cui proprio non avete tempo di correre, potrete comunque dedicare alcuni minuti ad altri aspetti della preparazione, per esempio lo stretching o il rafforzamento muscolare. Sono piccole attività, che tuttavia diventano fondamentali per rimanere focalizzati sul proprio obiettivo: il supporto che forniranno sarà fondamentale, soprattutto dal punto di vista della motivazione.

Buona corsa a tutti!

 

Dott. Luca Del Curto