RUNCARD

Che cosa fare nella settimana dopo una maratona?



“Se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona”.

Questo famoso aforisma della “locomotiva umana” Emil Zatopek condensa ciò che la distanza dei 42,195 km rappresenta per la maggior parte dei corridori. La tecnica, l’allenamento, la sfida con se stessi, il saper gestire corpo e mente per potersi spingere molto vicino ai propri limiti: tutto questo è la maratona. Ci si prepara meticolosamente, si vive la frenesia della partenza e poi quei 42,195 km che scorrono via lasciando qualche tossina nelle gambe e una grande emozione nel cuore. Tossine ed emozioni che vanno gestite al meglio, un po’ per dare il giusto significato al momento appena vissuto e un po’ per rispettare la fisiologia del nostro organismo che, spinto al massimo, richiede del tempo per potersi riprendere.

Il dopo maratona per il corpo e la mente

Analizzando un qualsiasi movimento, sportivo e non, è sempre importante considerare non solo ciò che esso comporta dal punto di vista energetico, ma anche da quello nervoso e neuro-muscolare. Nella corsa prolungata, troppo spesso ci si limita a una fredda analisi energetica e, di conseguenza, gli specialisti consigliano un recupero/reintegro delle scorte di zuccheri depauperate nello sforzo. Assolutamente corretto (l’analisi dettagliata la lasciamo agli specialisti della nutrizione), ma sicuramente si tratta di una visione parziale che non tiene conto di altri aspetti che sono fondamentali quando si desideri programmare l’allenamento. Prima di tutto, se la maratona è stata preparata correttamente, ossia rispettando le tabelle di allenamento e investendo buona parte delle proprie energie e del proprio tempo libero nella corsa, è normale che la mente, prima ancora del corpo, richieda di “staccare la spina”, dedicandosi ad altre attività. Non conosco nel dettaglio i meccanismi psicologici che sottendono a tutto ciò, ma è sicuro che anche il runner più appassionato necessiti di qualche ricompensa e distrazione dopo aver raggiunto un obiettivo importante come quello di completare una maratona. Anche se a volte ce ne dimentichiamo, siamo esseri umani e non dei robot! Dal punto di vista tecnico, inoltre, il gesto della corsa si modifica sensibilmente dopo una maratona. In sostanza, la fatica del post maratona è in grado di ridurre in modo molto evidente l’efficacia del gesto tecnico della corsa. Si corre più “seduti”, si tende a scorrere meno rapidamente il piede a terra e a utilizzare in modo meno efficace la forza che viene messa a terra, con conseguente aumento degli impatti traumatici e, di conseguenza, il rischio di incappare in infortuni di varia natura.  E questi effetti non si esauriscono nel breve periodo, ma continuano per almeno sei giorni dopo la maratona, raggiungendo curiosamente un picco negativo nell’immediato post-gara e nel secondo giorno dopo la gara. Ecco spiegato perché, molto spesso, ci si sente molto meglio il giorno dopo la maratona, rispetto a due giorni dopo… strano vero il nostro organismo?

Dopo la maratona, ascoltarsi e non strafare

Dopo una maratona corsa al limite delle proprie potenzialità è bene, per prima cosa, spostare un po’ più indietro la corsa nella lista delle priorità. Strano leggere un consiglio di questo tipo in un sito che parla di quanto sia bello correre, eppure è bene ricordarsi che il troppo stroppia, anche quando si parla di sport. Il consiglio è di godersi una bella corsetta del giorno dopo, magari proprio sui luoghi dove avete corso la maratona, oppure nei vostri percorsi tradizionali, dove potrete raccontare ai compagni di allenamento la vostra esperienza del giorno precedente. In questo modo, favorirete anche il recupero muscolare del post-maratona, ma questo dev’essere veramente l’ultimo dei vostri pensieri. In seguito, dal mio punto di vista, è bene riposare completamente per almeno un paio di giorni e, nell’ultima parte della settimana, dedicarsi ad attività aerobiche meno traumatiche della corsa, come per esempio il nuoto o la bicicletta, se siete abituati a praticare questi sport. In alternativa, potrebbe andar bene anche una corsa, ma che nulla abbia a che vedere con un allenamento: fate una corsa al ritmo del vostro fondo lento e per una durata minima, rispetto a quanto siete abituati, poiché l’importante è il recupero e, anche se la voglia di correre sta lentamente facendo capolino, imponetevi sul vostro istinto e correte sempre un po’ meno di quanto vorreste fare… le vostre fibre muscolari ringraziano! Dopo la prima settimana, è possibile riprendere a correre con più regolarità ma, dal mio punto di vista, per un amatore sarebbe una forzatura cominciare da subito a preparare un’altra gara. Prendetevi ancora qualche settimana tranquilla, e poi ricominciate con un periodo di allenamento generale, solo a questo punto sarete pronti per pensare a nuovi obiettivi e nuove competizioni.

Buona corsa a tutti!

 

Dott. Luca Del Curto