RUNCARD

Approvata all’unanimità la mozione dell’on. Lupi: per i runner stranieri più facile gareggiare in Italia



Approvata all’unanimità dalla Camera dei Deputati la mozione presentata dall’onorevole Maurizio Lupi ed altri (n. 1-00190 – LEGGI QUI) sulle iniziative volte a promuovere le maratone e ad incentivare la partecipazione di atleti stranieri a tali eventi, con particolare riferimento ai profili afferenti alla tutela sanitaria.

La mozione è un atto vincolante che impegnerà il Governo a raccoglierne il contenuto. Non servirà una legge, ma un decreto attuativo del ministero della Salute.

Il tema è particolarmente sentito dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, da molti anni impegnata nella semplificazione delle norme interne per poter consentire a tutti i cittadini, italiani e stranieri, di esprimersi liberamente tramite l’attività sportiva, nel rispetto della vigente legislazione statale. La mozione – che ha come primo firmatario l’onorevole Lupi presidente onorario del Montecitorio Running Club, associazione sportiva che raduna i parlamentari di ogni schieramento appassionati di running – è incentrata sulla possibilità da parte degli atleti stranieri non tesserati di partecipare alle manifestazioni agonistiche su territorio italiano presentando la certificazione medica prevista nel proprio paese di origine per la stessa attività, anziché quella rilasciata in Italia secondo l’attuale normativa (fermo restando, come ovvio, il rispetto della tutela sanitaria degli atleti). In tal modo verrebbe semplificato l’iter di partecipazione alle gare sul nostro territorio, come già accade nella maggior parte dei Paesi del mondo, soprattutto in quelli che ospitano manifestazioni di carattere internazionale ad alta partecipazione. 

La mozione è stata scritta recependo le istanze che la FIDAL ha portato avanti in questi anni tanto che il primo a ringraziare Lupi  è stato il presidente federale Alfio Giomi. 

Per la FIDAL è un grande successo, che sottolinea come il duro lavoro fatto negli ultimi anni abbia portato a un risultato estremamente positivo.

La federazione inizierà già da subito una collaborazione con i Ministeri competenti, per raggiungere l’obiettivo  prefissato.

LA MOZIONE – Preso atto che le “tali limitazioni riducono di fatto la partecipazione degli atleti stranieri alle maratone italiane con danno economico per gli organizzatori e per il tessuto cittadino di riferimento”, si legge nella mozione, i firmatari Lupi, Occhionero, Zanella, Gagliardi, Schullian, Enrico Costa, Lattanzio, Versace, Pella chiedono al Governo che “si impegni, nel rispetto delle norme di tutela sanitaria presenti in Italia, ad adottare iniziative normative che consentano agli atleti stranieri di potersi iscrivere alle manifestazioni «no-stadia» che si svolgono sul territorio italiano (corsa e marcia su strada, corsa campestre, corsa in montagna, ultramaratona, trail running e nordic walking) basandosi sulle rispettive leggi di tutela sanitaria specifiche relative al proprio Paese di residenza (quindi consentendo, per esempio, ai runner statunitensi di poter presentare in Italia un’autocertificazione così come previsto dalla normativa statunitense)”.

LA NORMATIVA – La vigente normativa è disposta dal Decreto del Ministero della Sanità del 18 febbraio 1982 e prevede l’obbligo di certificazione medica agonistica rilasciata da un medico dello sport iscritto all’albo italiano per tutti i cittadini, ivi compresi gli atleti stranieri, che intendono gareggiare in Italia. Ciò comporta, per i cittadini stranieri, la necessità di organizzare il viaggio in Italia giorni prima rispetto alla gara, con un aggravio di costi e complicazioni, senza la certezza di poter gareggiare. La FIDAL, all’interno del proprio ambito di azione, consente agli atleti stranieri non tesserati di presentare un certificato medico agonistico prodotto nel proprio Paese di origine, purché sia conforme a quanto previsto dal Decreto del 1982 per quanto riguarda la tipologia di esami a cui sottoporsi. Tale apertura ha certamente incentivato la partecipazione ma non ancora nella misura sperata.