RUNCARD

Alla ricerca dello stato di flow



Avete presente i giorni in cui le gambe si muovono senza apparente sforzo e i minuti volano via senza che ve ne accorgiate? Sono giorni in cui correre diventa ancor più gratificante e in cui, al termine della quotidiana razione di chilometri, ci sentiamo rigenerati come fossimo usciti da una bella dormita. Il più delle volte, in queste giornate si è in grado di correre molto più velocemente di quanto ci si aspetti e i primati personali vengono abbattuti con sconcertante semplicità.  Per i neofiti della corsa queste sensazioni potrebbero ancora essere sconosciute, ma vi assicuro che esistono e rappresentano in assoluto i momenti più belli e appaganti che questo sport possa regalare.

Queste sensazioni non sono tipiche solo della corsa, ma sono comuni anche ad altri sport e ad altri ambiti della vita, da quello lavorativo a quello familiare, e sono conosciuti in psicologia come “stato di flow”. Il termine si deve al ricercatore M. Csikzentmihaly, che agli inizi degli anni ’70 ha per primo descritto la condizione in cui la giusta miscela di motivazione e concentrazione, unita al totale controllo del proprio corpo e alla percezione di affrontare un compito impegnativo, ma non irraggiungibile, creano un equilibrio perfetto tra corpo e mente, in grado di assorbirci così tanto nell’attività da alterare la percezione del tempo e da limitare la consapevolezza di sé. In altre parole, la corsa è in grado di rapirci per qualche istante, trasportandoci in un mondo parallelo dove esiste solo il nostro obiettivo giornaliero, da raggiungere con la piena padronanza di un corpo che improvvisamente sembra avere le ali ai piedi.

Come raggiungere lo stato di flow

Per prima cosa, è importante definire in modo preciso l’obiettivo dell’allenamento, che deve essere impegnativo, ma alla nostra portata, e deve nascere da un bisogno personale, non necessariamente da un’esigenza dettata dalla nostra tabella. Per esempio, un obiettivo potrebbe essere arrivare di corsa in un luogo che avete sempre raggiunto solo in auto, oppure correre di mattina presto nel bel mezzo della città, osservandola per una volta senza l’abituale trambusto. Nel caso in cui vi stiate preparando per una gara, e vogliate a tutti i costi rispettare i programmi, prima di partire concentratevi sulle sensazioni positive che un allenamento vi può regalare, ripassate mentalmente il percorso e ciò che c’è da fare, compresa la velocità di corsa. In altre parole, concentratevi su ciò che state facendo e scacciate ogni pensiero o sensazione negativa. Al contrario, se non avete ben chiaro l’allenamento da fare, concedetevi qualche istante prima di partire e scegliete con cura il percorso in base a ciò che provate in quel momento: questi pochi minuti vi serviranno per creare un primo contatto con voi stessi e gettare le fondamenta per un ottimo allenamento.

Per entrare nello stato di flow è indispensabile percepire al meglio il corpo e ciò che ci circonda ed è quindi del tutto sbagliato farsi distrarre da musica, GPS o cronometro. Per una volta, lasciate a casa le cuffie e slegatevi da ogni accessorio in grado di distrarvi da voi stessi; potrà sembrare strano, ma anche nell’era della tecnologia e della comunicazione a tutti i costi, l’essenza della corsa rimane sempre il movimento per cui il corpo è programmato e su cui tutte le componenti sensoriali devono essere ben sincronizzate. Si tratta della capacità di dedicarsi pienamente a un obiettivo, di focalizzarsi mente e corpo su di esso, lasciando per un attimo da parte ogni distrazione; anche se spesso siamo costretti a esserlo, il nostro corpo non è multitasking, è fondamentale rendersene conto.

I primi minuti di corsa sono poi decisivi. Spesso le sensazioni della partenza non sono molto buone: un dolorino qua e là, un po’ di affaticamento muscolare, e tutto quello che abbiamo creato prima di partire svanisce nel nulla. Ancora una volta, in questi momenti è importante fare uno sforzo di concentrazione pensando all’obiettivo finale, scacciando ogni pensiero negativo e dando al nostro corpo il tempo di mettersi in moto. Una volta avviati, lo stato di flow ci conquisterà progressivamente e, a questo punto, il nostro compito sarà solo quello di non farci distrarre da niente e nessuno, viaggiando con semplicità verso la meta. Vi capiterà di incontrare conoscenti, oppure di dover interrompere la corsa per attraversare la strada, ma se avrete innescato lo stato di flow sarà anche molto semplice rientrarci, facendo un altro piccolo sforzo di concentrazione. Provare per credere, lo stato di flow è più semplice da raggiungere di quanto sembri!

 

Dott. Luca Del Curto