RUNCARD

Alla ricerca della scarpa perfetta



E’ incredibile quanto ci si possa affezionare agli oggetti. Si personalizzano il più possibile e ci si prende cura di loro come se fossero vivi, incuranti della razionalità che pure direbbe il contrario. Sembra strano, ma questo è ciò che spesso accade tra i runners e le loro scarpe da corsa, le quali diventano compagne di tante avventure e di molti chilometri percorsi tra allenamenti e gare. In effetti, l’equipaggiamento per la corsa è così scarno che le scarpe diventano l’accessorio su cui convogliare tutte le nostre attenzioni. Dalla scelta del colore a quella dei materiali, dal peso della scarpa a quello della persona, dai ritmi di allenamento a quelli di gara: ogni pretesto è buono per discutere di scarpe e perdersi tra le migliaia di modelli presenti sul mercato. In questo contesto, pubblicitari e commercianti fanno bene il loro lavoro, creando spesso confusione terminologica e generando l’illusione che esista la scarpa che magicamente consente a chiunque di correre più veloce e più a lungo.

Spiace, a questo punto, farvi tornare alla realtà e sottolineare come non esista scarpa che corra al vostro posto e come, a determinare il successo sportivo, ci siate solo voi e il vostro allenamento. E’ tramite l’allenamento che rinforziamo l’organismo proteggendolo dagli infortuni. Ed è sempre con l’allenamento che modifichiamo la nostra tecnica di corsa rendendola più efficace ed economica. E, indovinate un po’, è l’allenamento che ci consente di migliorare la capacità di utilizzare la miglior miscela energetica per correre a una determinata velocità, e quindi, raggiungere i nostri obiettivi.

In ogni caso, la scelta della scarpa rimane un momento molto importante, soprattutto per non compiere errori che possono modificare in modo improvviso la meccanica di corsa, favorendo di conseguenza gli infortuni. Per prima cosa, è importante valutare l’appoggio del piede. C’è chi ha la tendenza a “cedere” verso l’interno (pronatori), chi ha un appoggio totalmente centrale (neutro) e chi tende ad avere un appoggio spostato sull’esterno del piede (supinatori). Il mercato offre scarpe per tutte le tre tipologie di appoggio, ma il consiglio è di cercare, se non strettamente necessario, di orientarsi su calzature neutre. Il motivo è presto detto. Nella maggior parte dei casi, un certo tipo di appoggio è dettato dall’equilibrio muscolare dell’intero organismo, e in particolare dell’arto inferiore. Questo equilibrio si è creato nel corso degli anni e caratterizza ciascuno di noi: se non ci sono problematiche fisiche particolari, correggerlo in modo violento utilizzando un certo tipo di scarpa diventa inutile e spesso rischioso. Con un esercizio fisico adeguato, l’appoggio del piede si può modificare e, di conseguenza, calzare una scarpa correttiva potrebbe portare a una iper-correzione, la quale risulterebbe sicuramente problematica. Infine, non bisogna dimenticare che le scarpe vanno incontro a usura e, quindi, con il tempo anche la correzione dell’appoggio sarà limitata, aumentando, anche in questo caso, il pericolo di incappare in fastidiosi infortuni.

Per orientarsi meglio, sul mercato esiste una classificazione delle scarpe da corsa piuttosto precisa, caratterizzata dalla lettera “A”, seguita da un numero per ogni tipologia di scarpa, partendo dalle meno protettive alle più protettive (e, quindi, dalle meno alle più pesanti). In particolare, troviamo le scarpe minimaliste A0, le superleggere A1, le intermedie A2, le massimo ammortizzamento A3, le stabili A4 e le scarpe da trail running A5. A meno che non siate corridori già molto esperti, sconsigliamo di utilizzare le A0 o le A1 in modo sistematico, poiché l’ammortizzazione garantita da queste calzature è limitata e il rischio di sovraccarico diventa troppo elevato. Al contrario, le A4 a nostro avviso non consentono al piede di “sentire” il terreno –aspetto fondamentale per la corsa- e il loro utilizzo può risultare alla lunga dannoso. Se presentate reali problematiche di appoggio, è meglio, a questo punto, far riferimento a un podologo qualificato che sarà in grado di fornire la giusta diagnosi in merito. Pertanto, la scelta più adeguata per la maggior parte dei corridori cadrà sulle scarpe A2 e A3. Le prime saranno scelte dai corridori più leggeri ed esperti, mentre le seconde da quelli un po’ meno esperti e con qualche kg di più, sempre privilegiando le calzature neutre. Scelte le scarpe, non vi resta che correre: buon divertimento!

 

Dott. Luca Del Curto