RUNCARD

Alimentarsi per prevenire la disidratazione



Se analizziamo il contenuto nutrizionale di un frutto, scopriamo che esso contiene proprio ciò di cui necessitiamo per non disidratarci e per reintegrare sali e vitamine persi sudando.
Quando perdiamo troppi liquidi, e per distrazione o per scelta ci dimentichiamo di bere in quantità adeguata, esponiamo il nostro corpo a dei rischi.

Innanzitutto va ricordato che i vari comparti liquidi del nostro organismo (acqua extracellulare, acqua cellulare, sangue) sono in comunicazione l’uno con l’altro. Il non idratarsi, dunque, può ridurre in breve tempo il volume del sangue, pregiudicando un afflusso adeguato al cervello e ad altri organi.

In effetti il nostro ipotalamo provvede ad una regolazione di fino delle nostre necessità idriche, ma questa regolazione può essere in parte alterata dall’età (l’anziano sente meno gli stimoli della sete) da disfunzioni nervose (per esempio dalla neuropatia diabetica) o da un’assunzione eccessiva di cibi salati. Talvolta poi ci mettiamo noi a fare danni con la nostra pigrizia o semplicemente perché invece di bere acqua fresca o frutta, ci “dissetiamo” con bibite gassate zuccherate, che a causa delle alte quantità di zucchero che contengono, oltre a farci ingrassare, non ci dissetano per nulla. Per altri motivi invece non devono essere considerati dissetanti té o caffé, il cui potere diuretico naturale vanifica l’assunzione di liquidi effettuata.

Saziamo dunque con acqua o frutta fresca la nostra sete non appena il nostro ipotalamo ci suggerisce di idratarci. Potremo così sfruttare appieno i vantaggi del consumo di frutta (antiossidanti, vitamine, minerali) come piacevole effetto collaterale della necessaria idratazione.

 

Dott. Luca Speciani