RUNCARD

A proposito di carne e di allarmi OMS



Io ho un sogno, come John Lennon, che immagina che la Scienza possa muoversi libera da dogmi e da condizionamenti provenienti da un lato dalle lobbies che spingono verso il consumo di questo o di quello, e dall’altro lato dai dogmi (etici, religiosi, pseudoscientifici) che già tanto danno hanno provocato al progresso umano nei millenni passati. L’uomo libero ricerca ciò che è vero e documentato, senza mai fermarsi ad accettare verità parziali e soprattutto senza mai difenderle in modo incondizionato (perché vi si è affezionato) di fronte ad evidenze o suggestioni del contrario.

La maggiore o minore utilità per l’uomo sano di consumare proteine animali o vegetali, e nell’ambito di queste la maggiore o minore pericolosità del consumo di proteine derivanti da carni, latticini, soja, glutine, può e deve essere determinata attraverso lavori seri, nuovi (nel senso di recenti), condotti senza bias o fattori confondenti, in modo rigoroso e statisticamente ineccepibile. Perché questo avvenga, ogni scienziato dovrà esercitare la sua libertà e indipendenza sia da ogni condizionamento economico sia da ogni idea preconcetta.

Esistono moltissimi lavori scientifici che hanno già fatto importanti passi in questa direzione, esaminando per esempio la cancerogenicità di carni trattate con estrogeni o conservate con nitriti, e la forte allergenicità di alcune proteine della soja, della caseina del latte, del glutine dei cereali. Da questi, reperibili nei data base scientifici a tutti accessibili, occorre partire se vogliamo che la scienza della nutrizione faccia dei veri progressi. Le scienze “con l’aggettivo” (scienza vegetariana, scienza musulmana, scienza creazionista, scienza sovietica, scienza nazista) per definizione non sono scienze. Sono tentativi di asservire la scienza a interessi di bottega, abbiano essi un’alta motivazione etica o squallidi retroscena economici.

Gli atleti che ritengono di non volere consumare carni per non uccidere degli animali godono di tutto il mio rispetto e – come medico – indirizzo il paziente vegetariano o vegano che mi si presenti davanti, a costruire la dieta migliore possibile all’interno dei suoi vincoli individuali: etici, allergologici, digestivi, di repulsione ecc. senza discutere i perché o i percome della sua lecita scelta. Testi superficiali che vengono presi come “base” scientifica per crociate che nulla hanno di scientifico, possono fare solo danno. La vera scienza sta altrove, in ricerche fatte senza avere idee preconcette da dimostrare, ma con la curiosità di capire – e documentare – perché ci ammaliamo di cancro, di diabete, di malattie autoimmuni. Trovare soluzioni semplicistiche e fideistiche (togli la carne e guarisci da tutti i mali..) non potrà che allontanarci dalla realtà delle cose, ritardando quei progressi nella scienza dell’alimentazione di cui abbiamo invece in questo momento un grandissimo bisogno.

 

Dott. Luca Speciani